Schede di Coltivazione

Vanda e vandacee ibridi


LUCE

Tanta

TEMPERATURA

Serra Calda

UMIDITA’

50/90%


INTRODUZIONE

Le Vanda, belle orchidee che diventano grandi nel tempo e direi anche un poco ingombranti ma che compensano questo problema, se ben coltivate con più fioriture durante l’anno
Quello che leggerete è ovviamente relativo alle Vanda ibride in quanto per le Vanda botaniche è necessario analizzare la singola specie.

Hanno uno sviluppo monopodiale e crescono in continuazione durante tutto l’anno, ma più rapidamente nei mesi caldi e soleggiati. Le radici sono aeree, grosse e carnose e partono dal fusto ad intervalli irregolari.

Buona parte degli ibridi gradiscono la coltivazione appese a radici libere o legate ad un tutore ma sempre a radici libere in particolare gli ibridi di Vanda coerulea e di Vanda sanderiana altre invece si riesce a coltivarle bene in vaso o meglio nei cesti.

Si dividono i tre gruppi

  • Vanda a foglie cilindriche (teretifolia)
  • Vanda a foglie a forma di nastro (nastriformi) con la sezione a “V”
  • Vanda a foglie semiterete che sono una via di mezzo tra i primi due gruppi

Tutte vogliono moltissima luce: le specie con foglia a forma di nastro (nastriformi) mezza giornata di sole diretto in estate evitando il sole forte delle ore centrali; mentre quelle a foglia cilindrica o semicilindrica gradiscono il sole tutto il giorno purchè con una buona umidità ambientale.

Sono certamente orchidee spettacolari con fiori grandi e colorati altri con fiori molto delicati e raffinati. Producono spighe con una dozzina o più di fiori che variano in grandezza che nel colore dal bianco puro a disegni variegati di bruno al verde e rosa vivo sino al blu ed al porpora. Nella forma si passa dai curiosi petali attorcigliati ai fiori rotondi e piatti. L’epoca di fioritura si prolunga per tutto l’anno, con punte a primavera e all’inizio dell’estate.

Due appunti di coltivazione per queste splendide orchidee.

ILLUMINAZIONE

Tanta tantissima luce, una esposizione a sud, sud-ovest o a ovest è ottimale più luce si riesce a dare più bella sarà la pianta e le sue fioriture, mentre esposizioni a nord o est non danno la necessaria luce per la sua corretta coltivazione e fioritura se non intervenendo con l’illuminazione artificiale. Nonostante le sue elevate esigenze di luce se esposta al sole senza adeguata acclimatazione le foglie si possono scottare come con tutte le orchidee in particolare le Vanda con le foglie nastriformi, quindi è da evitare il sole diretto del mezzogiorno ponendola in una posizione leggermente ombreggiata in quelle ore o schermandola leggermente finchè non si è abituata al sole. Alcuni ibridi tollerano e beneficeranno di pieno sole meglio di altri, come ad esempio gli ibridi di Ascocenda che preferiscono un livello di luce leggermente inferiore ed è da evitare il pieno sole del mezzogiorno.
Il fotoperiodo minimo è di 12 ore di luce, ottimale dare intorno alle 15 ore. Importanti sono le ore di buio perché è proprio in queste ore che la pianta elabora quanto ha assorbito durante la giornata.
Se non si ha luce sufficiente o per esposizione delle finestre o per il periodo invernale ma si vuole una bella pianta è opportuno intervenire con la luce artificiale in modo adeguato.
Importante, soprattutto in ambienti con alta umidità, è la ventilazione dell’ambiente di coltivazione che se chiuso che può essere dato con ventilazione meccanica tramite ventilatori o con apertura periodica delle finestre di casa.

TEMPERATURA

Sono orchidee amanti del caldo e di temperature elevate con minime notturne di 16-18°C e con massime di 32-34°C, in modo che si avrà il meglio da queste stupende orchidee, temperature più basse rendono difficile la fioritura mentre temperature più alte rendono la fioritura più bella ma meno duratura. Più la temperatura è alta maggiore deve essere l’umidità ambientale in cui vanno coltivate.

IRRIGAZIONE

Dato che di solito queste orchidee sono coltivate prevalentemente a radici nude l’irrigazione dovrebbe essere fatta più volte al giorno durante il periodo estivo e almeno una volta ogni due giorni nel periodo invernale se l’ambiente è umido o un volta al giorno se asciutto. L’irrigazione può essere fatta sia immergendo le radici in acqua lasciandola in acqua finchè si vedono bollicine (di solito circa mezz’ora) che spruzzando le radici con abbondanza di acqua usando questa accortezza: si spruzza acqua sulle radici per bagnarle un poco poi si aspetta qualche minuto finchè sulle radici, in particolare quelle grosse, si presentino i pneumatofori o pneumatodi (che sono dei puntini o piccole linee bianche che si presentano sulle radici bagnate) e che servono per fare gli scambi gassosi tra radici ed esterno e si bagna con abbondanza. In tutti i casi assicurarsi sempre che non resti acqua nel colletto delle foglie durante la notte o con basse temperature per evitare il marciume al colletto della foglia ed anche al fusto della pianta.
Se invece viene coltivata in un contenitore questo deve avere un substrato molto arioso e drenante e si bagna con una minore frequenza ma sempre evitando che le radici possano asciugare in modo eccessivo con il rischio della disidratazione che porterebbe la pianta al deperimento per cui il substrato è opportuno che sia sempre umido.
Se l’acqua è troppo dura è preferibile utilizzare acqua demineralizzata o di osmosi con aggiunta di acqua dell’acquedotto o di una piccola dose di fertilizzante in quanto l’acqua demineralizzata/osmosi non contiene sostanze utili alla pianta, questo perchè un’acqua troppo dura potrebbe bruciare le radici nella fase di crescita. Importante che l’acqua sia tra i 26°C e i 30°C o anche un poco di più perché se troppo fredda potrebbe creare dei traumi radicali.

UMIDITA’

Possono essere tenute con livelli di umidità relativa tra il 50% e il 90%. Se tenute con una umidità abbastanza elevata si può ridurre la frequenza di irrigazione, ma con una buona ventilazione per evitare l’insorgenza di malattie fungine, con bassa umidità invece bisogna aumentare la frequenza di irrigazioni per evitare che le radici si disidratino. Se coltivate in casa un buon sistema per mantenere umidità in modo naturale è quella di appendere nelle immediate vicinanze della pianta o sullo stesso supporto (non sulla pianta) anche delle Tillandsia usnoides che catturando l’umidità e l’acqua riescono a tenere nelle vicinanza delle pianta una discreta umidità ambientale, oppure tenere sotto le piante dei vasi di felce che con l’evaporazione tengono umidità ambientale se non si va sul naturale utilizzare degli umidificatori a vapore freddo. Se coltivare all’aperto in giardino la crescita di muschio o di erba al di sotto della pianta aiuta a mantenere localmente una buona umidità

FERTILIZZAZIONE

La fertilizzazione va fatta tutto l’anno essendo grosse divoratrici di fertilizzante, è possibile utilizzare sia un fertilizzante bilanciato 20.20.20 che un fertilizzante ad alto tenore di azoto almeno una volta alla settimana. E’ consigliato un fertilizzante ad alto tenore di fosforo una volta al mese che può migliorare le fioriture. Usare sempre una dose ridotta al 50% rispetto a quanto previsto dall’etichetta. Prestare attenzione alle gocce di fertilizzante che immancabilmente si formano sulla punta delle radici perché, in particolare con i fertilizzanti minerali, a lungo andare, potrebbero provocare la necrosi della punta radicale. Nel periodo vegetativo primavera estate le fertilizzazioni devono essere frequenti riducendole nel periodo invernale dove per la carenza di luce e per le temperature più fresche la pianta riduce l’attività vegetativa.
Se la pianta è sana una buona integrazione alla normale fertilizzazione è quella di utilizzare una leggera soluzione zuccherina con glucosio o zucchero da cucina in una soluzione di 1gr di zucchero per litro di acqua da nebulizzare bene sulle radici, integrazione che si può fare una volta al mese (questo sistema di fertilizzazione è da adottare solo su piante a radice nuda).

RINVASO

Di solito si coltivano a radici nude ed appese a dei tutori per cui la necessità di rinvaso non si presenta ma possono essere coltivate anche in vasi forati o meglio in cesti a fori larghi di adeguate dimensioni con corteccia grossa miscelata con carbonella di legna e alcuni fili di sfagno e in modo che resti molto arioso prestando ovviamente maggior attenzione alle irrigazioni.
Si trovano in vendita anche in vasi di vetro ma mantenerle in questi vasi non si ha una buona circolazione di aria a livello radicale e se anche la pianta è nel vaso la situazione potrebbe peggiorare in quanto la poca circolazione di aria anche a livello foglie potrebbe facilitare l’insorgenza di problemi fungini che potrebbero portare alla perdita della pianta, inoltre bisogna tenere presente che di norma le radici tendono ad allungarsi molto per cui tenute in questi vasi si aggroviglierebbero e potrebbero anche spezzarsi con i conseguenti danni

NOTE

Di solito fioriscono tutto l’anno, ma le condizioni ambientali determinano il ciclo di fioritura di conseguenza. I fiori possono variare notevolmente da grandi fiori a fiorellini, da fiori profumati a fiori non profumati e dalle più vari colori e tonalità
Non fioriscono abbondantemente o addirittura non fioriscono in condizioni di scarsa illuminazione, la luce adeguata è una delle chiavi per la fioritura questa orchidea oltre ad un buon regime di fertilizzazione.
Questa orchidea può essere coltivata all’esterno con successo, godendo della brezza leggera, ma è da tenere parzialmente ombreggiata nelle ore molto calde finché non si è abituata e tenuta accuratamente idratata.
Nel periodo invernale per l’abbassamento della temperatura, delle ore di luce e di una umidità casalinga sempre abbastanza asciutta le punte delle radici potrebbero ritirarsi, questo non vuol dire che la pianta stia soffrendo ma è un naturale processo che la pianta attiva nei periodi meno adatti e non bisogna per questo ridurre le attenzioni di irrigazione e fertilizzazione necessari alla pianta. Questo processo potrebbe avvenire con alcuni ibridi anche durante la fioritura e anche in questo caso non bisogna ridurre le attenzioni di irrigazione e fertilizzazione necessari alla pianta


ALCUNE INDICAZIONI PER I PROBLEMI

La pianta è disidratata
A questo evento che può essere causato da vari fattori quali un trasporto troppo lungo, incuria del venditore (a volte in molti garden capita) irrigazioni sbagliate, ecc. si può porre rimedio adottando il sistema di immersione della pianta in una soluzione zuccherina

Ci sono due cose importanti da tenere presente prima di adottare questa soluzione:

  • Che la pianta sia sana, non presenti segni di fungosi in corso o altro malessere se non la disidratazione; questo perché gli zuccheri della soluzione zuccherina sono fonte di nutrimento per molte specie di fungosi per cui se la pianta oltre che disidratata ha anche in corso delle fungosi si sistemerebbe da una parte ma si peggiorerebbe lo stato generale della pianta dall’altra con una maggior virulenza delle fungosi.
  • Questo trattamento può essere fatto solo con piante a radici nude (non se sono in vaso, cesti o su zattera)

Come si fa?

In una bacinella capiente o nella vasca da bagno, importante è che tutta la pianta possa essere immersa, si fa una soluzione di 3gr di zucchero da cucina per ogni litro di acqua (temperatura dell’acqua 26-30°C) facendo sciogliere molto bene lo zucchero. Il livello della soluzione deve permettere di bagnare correttamente in immersione tutta la pianta. Fatto questo si immerge la pianta nella soluzione zuccherina tenendola per alcune ore o anche tutta la notte.

Quando si estrae la pianta dalla soluzione è necessario che questa venga lavata molto bene con la doccia per eliminare tutta la soluzione dalle foglie soprattutto dalle ascelle e la si poi sgrondare a testa in giù. Quando l’acqua è sgrondata bene dalla pianta la si ripone nel solito posto.

Questo trattamento può essere fatto in modo ripetitivo per tre volte a distanza di 7-10gg tra di loro. Se dopo la terza volta la pianta non si è ripresa allora niente altro si può fare se non bagnare in modo corretto la pianta

Parassiti
I parassiti che colpiscono le nostre Vanda sono normalmente la cocciniglia sia dello scudetto che la cotonosa e gli afidi che sono attratti dagli essudati zuccherini che la pianta emette sugli steli fioriferi al momento della fioritura.

Per le cocciniglie gli interventi sono i classici (vedi file sulle cocciniglie) per gli afidi evitare la rimozione manuale per non rovinare la fioritura ed utilizzare prodotti a base di oli di soia o con attenzione olio di neem od utilizzare prodotti specifici a base di piretro da nebulizzare bene sulle parti colpite alla sera in quanto la luce riduce l’efficacia del prodotto


Malattie fungine
Le Vanda sono piante abbastanza resistenti alle malattie fungine e quando insorgono sono nelle maggioranza dei casi per nostri errori durante le irrigazioni o per temperature troppo basse non idonee alla pianta

Le più frequenti che possono insorgere sono

  • Pythium e Phytophtora che causano la perdita delle foglie e la necrosi radicale e del fusto che sono causate da un ambiente poco ventilato, temperature fresche e irrigazioni troppo abbondanti anche sulle foglie
  • Macchie fogliari che possono essere causate da vari patogeni e si presentano inizialmente come delle macchie gialle che poi necrotizzano diventano brune e scure
  • Fusarium questa è certamente una delle fungosi più gravi che possono attaccare le nostre Vanda che causa un precoce avvizzimento della pianta. Per questa fungosi difficilmente si riesce a debellarla e molte volte è meglio eliminare la pianta infetta. Si riconosce perché soprattutto nel fusto si presenta al taglio come un anello di colore porpora su tutto il perimetro del fusto

Il primo sistema per combatterle è cercare di dare un ambiente di coltivazione corretto abbinando dei prodotti specifici contro le due fungosi più ricorrenti.

Utile provvedere periodicamente a dei trattamenti preventivi con Aliette (personalmente faccio dei trattamenti preventivi in primavera ed a metà ottobre

Le foto sono relative a Vanda ibride della mia collezione

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