Schede di Coltivazione

Phalaenopsis


LUCE

Ombra

TEMPERATURA

Serra Calda

UMIDITA’

60/70%


La Phalaenopsis è l’orchidea più diffusa e conosciuta al mondo, è originaria delle Indie orientali, dell’Indonesia, delle Filippine e dell’Australia. Il suo nome deriva dalla forma di farfalla del fiore. La Phalaenopsis è una pianta epifita con struttura monopodiale, in quanto si sviluppa secondo un asse con un solo apice vegetativo. Le Phalaenopsis hanno 2/6 foglie grandi, carnose e coriacee di colore verde molto intenso e in molte specie brillante, sono disposte in maniera molto ravvicinata tra loro. Possono raggiungere una larghezza anche di 10 cm e essere lunghe anche 50 cm. Le foglie sono fondamentali per la vita della pianta in quanto sono l’unico mezzo di immagazzinamento dell’acqua, non possedendo pseudobulbi. Le radici sono molte numerose e grosse, ramificate e con grazie ad esse aderisce al substrato.
I fiori della Phalaenopsis sono portati da steli che possono essere semplici o ramificati, sottili e rigidi e di lunghezza variabile. I fiori sono normalmente grandi con sepali quasi uguali tra loro e piani. I petali sono, di solito, più grandi dei sepali con un labello trilobato con lobi laterali ricurvi verso l’interno.

Temperature e ventilazione

Le Phalaenopsis amano il caldo. Le temperature ottimali sono tra 23/24° C come temperatura massima e 16/17° C come temperatura minima. Possono tollerare anche temperature più elevate fino a 35° C purché dispongano di un buon ombreggiamento, un’ottima umidità e ventilazione. Amano gli ambienti arieggiati ma attenti alle correnti d’aria che non sono gradite.

Luce

La Phalaenopsis ha bisogno di luce più abbondante ma non diretta. In casa si può ottenere una buona illuminazione ponendo la pianta in una zona della casa esposta a sud o a est dietro una tenda non troppo pesante che filtri lai raggi diretti del sole. La causa della non fioritura di questa pianta è la mancanza di luce.

Annaffiatura ed umidità

Preferiscono avere le radici costantemente umide è pertanto opportuno annaffiare, durante l’estate una volta a settimana e durante l’inverno ogni due settimane. E’ consigliabile innaffiare la mattina, per permettere alle foglie di essere asciutte la sera e stare attenti che l’acqua non ristagni tra gli interstizi delle foglie. L’ambiente ottimale per questa orchidea è avere un umidità intorno al 70%. Per riuscire ad avvicinarsi a questo possiamo sistemare il vaso che contiene la pianta sopra un sottovaso (o altro recipiente) nel quale si sistema dell’argilla espansa o della ghiaia nel quale sarà presente sempre un po’ d’acqua, in questo modo le radici non entreranno in contatto con l’acqua che evaporando garantirà un microclima umido. Un altro accorgimento è spruzzare una volta al giorno, la mattina, le foglie con acqua non calcarea, meglio se demineralizzata, è buona norma, per la salute delle nostre piante, dotare i nostri termosifoni di umidificatori per non permettere all’aria della stanza di diventare troppo secca.

Concimazione

Come tutte le orchidee per lo più si trovano su di un materiale inerte, gli elementi nutritivi devono essere apportati con la concimazione. La Phalaenopsis va concimata in primavera ogni 15 giorni in inverno 1 volta al mese con un concime bilanciato 20-20-20. I concimi vanno sciolti nell’acqua di irrigazione in ragione di 1 gr per litro di acqua. Bagnare bene il substrato prima di procedere alla concimazione per evitare un’ eccessiva concimazione salina.

Rinvaso

Il rinvaso delle Phalaenopsis si esegue normalmente alla ripresa vegetativa in primavera, quando compaiono le nuove radici. Mai durante la fioritura a meno che non ci siano situazioni di grave emergenza che richiedono questo intervento. Come tipo di terriccio potete usare o un terriccio già pronto per orchidee facilmente reperibile da un buon vivaista oppure usare ad esempio il bark (o dello sfagno) mischiato a del polistirolo al quale potrete aggiungere della perlite o della gomma piuma che servono per mantenere l’umidità. Qualunque materiale utilizzate è fondamentale assicurare un buon drenaggio. Non ama i ristagni d’acqua è opportuno che il substrato e il vaso possano favorire il rapido sgrondo dell’acqua di innaffiatura. Dopo che l’orchidea è rinvasata lasciatela al riparo dalla luce diretta del sole, dagli sbalzi di temperatura e non annaffiate per circa sette giorni per consentire alle parti tagliate di cicatrizzarsi. Per quanto riguarda il vaso si consiglia di usare un vaso in plastica trasparente. Un vaso trasparente consente di tenere meglio sotto controllo lo stato di salute delle radici; permette di valutare meglio il momento delle innaffiature. Prima di utilizzare il contenitore va lavato e disinfettato con alcool o candeggina così come tutta l’attrezzatura che si utilizza per il rinvaso. Inoltre sarebbe opportuno, se non si utilizzano guanti, che anche le mani siano ben pulite prima di procedere.

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