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Conducibilità elettrica nella concimazione

Uno dei fattori di successo per la coltivazioni delle orchidee è sicuramente la qualità dell’acqua utilizzata e l’aggiunta del concime che porta a variare la sua composizione chimica, il pH e la conducibilità elettrica. Avendo sentito ieri in un video Giancarlo Pozzi, grande esperto di coltivazione, parlare su YouTube della conducibilità elettrica come fattore guida per la fertilizzazione mi ha indotto a far delle ricerche in merito che voglio condividere con voi. (Link https://youtu.be/ApRhoyucm5g).

Ci son diversi sistemi di irrigazione/fertilizzazione: la maggior parte degli orchidofili concima le piante ogni 3 bagnature dopo aver preventivamente effettuato la bagnatura classica. Quanto concime? Generalmente 1g litro o 2 per Phalaenopsis e Cymbidium con concimi dalla titolazione 20 20 20 o 30 10 10 nei momenti di crescita o altra titolazione per stimolare la fioritura. Io uso RAIN MIX di Akerne concime completo che si basa sulla formula della MSU (Michigan State University) che si usa tutte le volte alla dose di 1 grammo ogni 2 litri. Vediamo insieme intanto di conoscere bene l’acqua usata per bagnare le orchidee per passare dopo alla questione riguardante la fertilizzazione.

Sali solubili


Ci sono due misure standard del contenuto di sale solubile in acqua. La conduttività elettrica (EC) è la concentrazione di vari ioni in acqua, misurata in μSiemens / cm con un contatore EC. I solidi totali disciolti (TDS) vengono misurati in modo più accurato in laboratorio facendo evaporare una quantità fissa di acqua e pesando i solidi lasciati indietro. La maggior parte dei misuratori hobbisti utilizza un fattore di conversione per calcolare la TDS in parti per milione dalla EC misurata. (Su Amazon cercando misuratore conduttività piante trovate diverse opzioni anche economiche). Conoscere il contenuto di sali solubili è il primo passo per valutare l’idoneità dell’acqua per le orchidee in crescita. I sali solubili possono essere benefici o potenzialmente tossici. Il calcio e il magnesio sono macronutrienti necessari per i processi essenziali di crescita delle piante, ma in concentrazioni elevate possono interferire con l’assunzione di altri nutrienti. I composti di bicarbonato e carbonato (misurati come alcalinità) non sono nutrienti. Agiscono come calce e possono accumularsi aumentando il pH e rendendo più difficile l’assorbimento delle sostanze nutritive importanti. Alcune sostanze, come sodio, cloruro e boro, sono richieste in quantità molto ridotte per il metabolismo delle piante, ma sono tossiche per le orchidee anche a livelli in cui l’acqua è accettabile per il consumo umano.

La migliore acqua


L’acqua con livelli EC inferiori a 0,25 mS / cm (un TDS inferiore a 175 ppm) è considerata eccellente per le orchidee. Con quest’acqua di alta qualità, puoi crescere praticamente qualsiasi tipo di orchidea, anche i tipi che vengono dalle foreste pluviali come i pleurothallidi che sono sensibili anche a bassi livelli di sali solubili. L’acqua piovana, l’acqua distillata e l’acqua prodotta nelle unità di osmosi inversa sono molto pure. L’acqua pura contiene pochissima capacità tampone per resistere alle variazioni di pH.

Nel tempo, la degradazione dei materiali organici nei mezzi di impregnazione genera acidità e anche i fertilizzanti a reazione acida aumentano l’acidità. L’acqua pura richiede un fertilizzante che mantenga le condizioni leggermente acide desiderate intorno alle radici, senza impartire troppa acidità. Un fertilizzante Cal-Mag come Excel 15-5-15-5-2 di Peters oppure RAIN MIX funziona meglio con questa acqua pura.

Acqua buona


L’acqua di buona qualità varia da 0,25 a 0,75 mS / cm, approssimativamente equivalente a un livello di TDS compreso tra 175 e 525 ppm. Molte orchidee cresceranno bene con questa acqua di buona qualità, tranne forse per alcuni dei tipi più sensibili. Anche con acqua di buona qualità, c’ala possibilità che livelli di sodio, cloruro e boro siano presenti a livelli eccessivi.
Molti fertilizzanti sono adatti per acqua di buona qualità. Scegli uno che ha circa il 75% del suo azoto in forma di nitrato. Supplementi di calcio e magnesio possono essere necessari a seconda dell’analisi della qualità dell’acqua.

Acqua poco adatta



L’acqua con una EC tra 0,75 e 1,25 mS / cm (approssimativamente equivalente a 525-825 ppm TDS) è considerata marginalmente adatta per le orchidee. una qualità dell’acqua discutibile limiterà i tipi di orchidee che puoi coltivare. Attenersi ai generi più difficili, come l’alleanza Cattleya. L’imperativo se usate questo tipo di acqua è sapere quali sali solubili sono presenti nell’acqua. Se ci sono alti livelli di bicarbonato e carbonato (che potrebbero anche essere misurati come alcalinità), è possibile che la zona della radice diventi sempre più alcalina ad ogni irrigazione. Una volta che il pH della zona della radice diventa troppo alto, gli elementi essenziali saranno insolubili e non disponibili per l’assorbimento da parte della pianta. Per questo tipo di acqua, utilizzare un fertilizzante in cui la forma di ammonio di azoto comprende circa il 40% dell’azoto totale, il resto come azoto nitrato. Quantità eccessive di sodio e cloruro possono essere tossiche per le orchidee anche a livelli accettabili per l’acqua potabile umana.

Acqua non idonea


Acqua con una EC superiore a 1,25, equivalente a una TDS superiore a 875 ppm, e acqua che contiene livelli tossici di sodio e cloruro non deve essere utilizzata sulle orchidee. Il problema con elevati livelli di sale solubile è che le orchidee sono efficaci spazzini di nutrienti perché nel loro ambiente naturale, i nutrienti minerali sono rari e quindi le orchidee si sono evolute per assorbire ogni atomo che incontrano, producendo potenzialmente livelli tossici nei loro tessuti in coltivazione. E’ buona cosa utilizzare contenitori di plastica che non assorbiranno i sali. Lavare i vasi regolarmente, annaffiare e concimare e poi annaffiare una seconda volta un’ora dopo, idealmente con acqua piovana se ce l’hai. Per quei sfortunati la cui acqua non è adatta per le orchidee, la raccolta dell’acqua piovana può essere una soluzione economica altrimenti consiglio di ricorrere all’acqua ottenuta da osmosi inversa che sono pure e dovrebbero essere concimate tutte le volte con concimi completi a basso tenore (in Italia è reperibile il RAIN MIX di Akerne).

La fertilizzazione nelle orchidee




Chiaramente i valori che abbiamo visto finora sono quelli dell’acqua pura senza aggiunta di fertilizzanti. Come ho scritto all’inizio le linee guida più aggiornate sulla quantità di fertilizzante da utilizzare non parlano più di grammi per litro di acqua ma di valori di EC da raggiungere per avere un perfetto equilibrio fra tutti i sali. Le cose cambiano a seconda dell’acqua utilizzata in quanto più è ricca di sali con una EC o TDM elevata e meno se ne dovrà aggiungere rischiando anche di dare sali potenzialmente nocivi come carbonati e bicarbonati o addirittura tossici se in eccesso come boro, sodio e cloruro. Il consiglio quindi è di partire SEMPRE con un’acqua pura (piovana o da osmosi inversa) se usate un fertilizzante come Rain Mix o di mischiare 2/3 di acqua pura e 1/3 di acqua del rubinetto controllando che il ph di partenza sia vicino al 6 se usate il classico 20 20 20 (o simili). Con questo secondo tipo di acqua è probabile che i valori di EC siano circa 0,5 mS/cm valore già accettabile anche se al limite per poter concimare certe orchidee.
ATTENZIONE – Non usate con regolarità acqua piovana o RO da sole perché non hanno potere tampone sul pH ed inoltre potrebbero assorbire i sali presenti nelle radici. Di tanto in tanto va bene, ma dev’essere l’eccezione non la regola.
Veniamo ad esaminare da vicino la concimazione delle orchidee. Uno dei lavori scientifici più importanti pubblicati negli ultimi anni riguarda i Cymbidium. Il titolo è Evaluation of electrical conductivity of the fertiliser solution on growth and flowering of a Cymbidium hybrid ed stato scritto da SK Naik, D Barman, Rampal & RP Medhi. Gli autori hanno verificato per tre anni gli effetti di tre soluzioni (20:20:20, 15:5:25 e 12:30:10 NPK) con EC di 1, 1.5 o 2 mS/cm sulla crescita e fioritura del Cymbidium ‘Sleeping Nymph’. Per i vari parametri i valori migliori cambiano ma possiamo considerare una via di mezzo ottimale utilizzando il 20 20 20 con EC di 1,5 (potete leggere il lavoro completo copiando su google i titolo del lavoro stesso). Un altro lavoro importante riguarda le Phalaenopisis si intitola A Practical Method for Monitoring the Fertility of Sphagnum Moss During Phalaenopsis Cultivation e arriva alla seguente conclusione “Per una crescita ottimale della Phalaenopsis, si consigliano valori EC della soluzione di 0,6–1,0 mS/cm. La lisciviazione immediata è raccomandata per valori EC testati superiori ai 1,5 mS/cm mentre una concentrazione di fertilizzante più alta dovrebbe essere data all’applicazione successiva quando l’EC testato è minore di 0,6 mS/cm”. Per le Cattleya non ho trovato letteratura ufficiale ma in rete nel forum specializzati americani circolano dei valori su 0,4 – 0,5 mS/cm che sarebbero appropriati visto che è universalmente noto che Phalaenopsis e Cymbidium sono grossi consumatori di concime e i valori di EC risultano essere doppi. Inoltre le cattleya sembrano essere molto più tolleranti dei sali disciolti rispetto ad altre orchidee. Per chiudere il discorso, qualcuno potrebbe chiedersi il motivo per cui se il valore dell’EC di un certo tipo di acqua è 1,25 mS / cm questo non va bene ed è considerata un’acqua nociva, mentre poi abbiamo poi visto che il valore ottimale per i cymbidium è 1,5 mS/cm. La risposta è che i sali dell’acqua sono per buona parte carbonati e bicarbonati e quindi inutili e dannosi mentre quelli aggiunti con il fertilizzante sono quelli utili alla crescita delle orchidee.

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